RASSEGNA
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Per i genitori non cambierà nulla, ma lo stesso risultato verrà raggiunto con risorse minori rispetto al recente passato I presidi sono sicuri: «Sarà dura garantire il tempo prolungato» |
Scuole di San Giuliano pronte al via nel primo anno del “dopo Gelmini”. Il quadro nelle tre scuole dell’obbligo (Primo Circolo Cavalcanti, Montessori e Fermi) parla già chiaro: in termini di tabulati, tutto uguale allo squillo della prima campanella fra due mesi, ma gli orari nelle medie saranno “puntellati” con cinque docenti in meno fra tutti gli istituti, e si avranno compresenze più leggere nel tempo prolungato. «L’effetto del decreto scuola non ha toccato praticamente nulla nel ciclo d’infanzia; poco ma già qualcosa alle elementari -; dichiarano le dirigenti Fiorella Avallone, Anna Teresa Ferri e Tiziana Germani - mentre alle medie, o secondarie di primo grado, ha generato un lavoro dietro le quinte che potremmo definire “di architettura”. Per l’utenza non cambia nulla, ma in realtà lo stesso risultato sarà raggiunto con una minore disponibilità di risorse. Meno male che c’è l’autonomia. La messa a regime della “Gelmini” è stata davvero un banco di prova dell’autonomia scolastica; francamente non si sa quanto voluto». Nei tre istituti sangiulianesi dell’obbligo, con una frequenza (in crescita numericamente), di quasi 2mila ragazzi, si partirà a grandi linee con tutte le maestre d’asilo al loro posto; quasi tutti gli insegnanti elementari, anche se 2/3 cattedre sono state soppresse e 4/5 docenti non riconfermati nell’intero arco delle medie. L’effetto concreto ? «Naturalmente non è successo nulla di catastrofico, le scuole non sono state messe a terra - prende posizione Fiorella Avallone della Montessori -, ma vedremo modificarsi le compresenze del tempo pieno alle medie. Avremo compresenze con meno docenti impegnati simultaneamente, perchè ne abbiamo meno. Ad esempio italiano storia e geografia assieme, con tre docenti che lavorano fianco a fianco, è una formula che potrebbe risultare più sporadica. Il punto è: fatte così, le compresenze sono ancora tempo prolungato? È la domanda che ci stiamo facendo tutti. Non è a rischio il tempo prolungato in sé, ma la sua filosofia. Se il lavoro interdisciplinare dei docenti è sempre meno interdisciplinare, diventa «estensione di tempo normale»». Secondo Tiziana Germani, preside della Cavalcanti-Primo Circolo (scuola con due docenti in meno alle elementari), «questa riforma ha finito per esaltare la risposta data dalle scuole attraverso l’autonomia: certo, è da chiedersi quanto intenzionalmente». «La discussione sulla “Gelmini” si è concentrata tutta sul presunto eccesso del numero degli insegnanti - continua Germani -, ma si è detto pochissimo su altri aspetti correlati, ad esempio il taglio del personale Ata e un altro dettaglio ancora più “oscuro”: il non rimborso degli stipendi anticipati dalla scuole per le supplenze brevi. Ci sono istituti in credito di mezzo milione di euro». |
| Emanuele Dolcini |
| Da: "Il Cittadino" del 11.07.09 |