
Per
decenni questo
edificio,
che è la
naturale ed
evidente prosecuzione
a sud del Castello,
fu adibito
ad attività agricole
oltre che
ad abitazione
di famiglie
di contadini,
dipendenti
dell'attigua
cascina,
essa
stessa sempre
di competenza
del castello.
Infatti sono
ancora ben
visibili,
sul lato
interno
prospiciente
la cascina,
il semplice
ballatoio
che collegava
una
serie di
usci delle
abitazioni
rurali (in
genere un
solo
locale, con
camino, dove
una tramezza
in legno
separava
la cucina
dalla
camera da letto).Venute
a cessare le attività della
cascina, conosciuta
come "cascina Invernizzi" dal
nome dei conduttori
da tempo immemorabile
sul luogo, l'edificio
si presenta ora in
uno stato pietoso
di abbandono, in
attesa dell'avvio
dei lavori, già previsti,
che interesseranno
l'intero complesso
cascinale destinato
alla quasi totale
demolizione. |
![]() |
L'Associazione
Culturale
Zivido
aveva sempre
affermato
che tale
edificio
era parte
integrante
del castello
e come
tale
deve essere
considerato,
in previsione
di un intervento,
che favorisca
il recupero
del nucleo
edilizio
più rappresentativo
del patrimonio
storico, architettonico
ed artistico
del "Borgo
dei Giganti".
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