
Il
primo documento
da cui risulta
che a Zivido
esistesse
una chiesetta
risale
al 1386:
nel suo testamento
Giovannolo
de' Brivio
ordinava
che
a Zivido
fosse celebrato
l'anniversario
della sua
morte.
Appare perciò probabile
che a Zivido
esistesse,
allora, una
piccola chiesa,
probabilmente
povera e
semplicissima. Alla seconda metà del '400 risale invece la costruzione di quella attuale, forse sul luogo della precedente, costituita da due vani rettangolari (perimetro totale interno: m 16 x 5), di cui il minore è il presbiterio, uniti in direzione longitudinale tramite l'attacco di due piloni. Forse originariamente l'abside era di forma semicircolare. Già in antico la copertura doveva consistere in un tetto ligneo a vista, cui doveva corrispondere anche l'attuale facciata. Quest'ultima è del tipo, all'epoca molto diffuso, a capanna. |
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La
fronte della
chiesetta
di
S.Maria è formata
da mattoni
a vista,
cioè di
quel cotto
dal bel colore
rosato, che
ci appare
di cromia
complementare
al verde
della
campagna
circostante;
simile in
questo alle
abbazie
del nostro
territorio,
e, in particolare,
a quella,
non lontana
da
Zivido, di
Viboldone,
seguendo
una tradizione
diffusa in
Lombardia,
regione scarsa
di marmi. Gli studiosi fanno l'ipotesi che forse anche all'epoca esistesse un portale centrale ad arco acuto, sormontato da un piccolo rosone centrale e affiancato da due finestre laterali. |
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La
parete parzialmente
protetta
da un portico
doveva servire
anche al
riparo
di due piccoli
altari, attualmente
scomparsi,
ma situati
all'esterno
della chiesetta
all'epoca
della visita
pastorale,
effettuata
nel 1573
dal
cardinale
San Carlo
Borromeo,
che ne decretò la
rimozione. Un
documento
del 1664
ci regala
la descrizione
delle "case
et giardino" annesse
alla chiesa,
cioè della casa
parrocchiale,
già fatta
costruire
da don Alessandro
Brivio, nel
1573, quindi
probabilmente
ampliata
dal figlio
Carlo
prima del
1611. Innalzata
su
due piani,
in parte
costruita
sopra la
sacrestia
della chiesa,
e provvista
di scala
esterna,
la casetta
era dotata
di cortiletto,
pollaio,
giardino
con pergolato
di vite e
piante diverse,
comprese
alcune di
frutta (amarene,
noci,
prugne, pere).
Nella casa
parrocchiale
c'era ancora
un camino
cinquecentesco,
costruito
di pietre
e mattoni. |
Fu
probabilmente
don Carlo
Brivio che
commissionò a
un pittore
famoso quale
Ambrogio
da Fossano,
detto
il Bergognone,
la pala d'altare
già in S.Maria
della Natività:
l'attuale dipinto
consiste in
una copia,
datata 1938.
Dell'originario
si è conservata
solo la parte
centrale,
che si trova
nel
Palazzo Brivio
di via Olmetto,
a Milano.
Esso rappresenta
la Madonna
col Bambino,
le altre
due
tavole, che
rappresentavano
Sant'Ambrogio
con ai piedi
lo stemma
dei Brivio
e Santa
Caterina
con ai piedi
lo
stemma dei
Groppello
andarono
disperse. Vogliamo a questo punto ricordare che una tradizione del luogo, sia pur non comprovata da documenti, suggerisce che il medesimo pittore avesse forse lavorato proprio a Zivido, nella cosiddetta "casa nobile" vicino al castello, demolita recentemente. La data dovrebbe essere riferita ai primi anni del '500: neanche un decennio più tardi avrebbe avuto luogo la famosa battaglia dei Giganti, combattuta proprio a Zivido il 13 e 14 settembre 1515 e vinta da Francesco I, nuovo re di Francia. |
