
La
nostra
ricerca
ha seguito
queste
tappe,
realizzate
nel corso
di 2
anni
scolastici: 1. Nel primo anno abbiamo deciso innanzitutto di localizzare l'antico borgo di Zivido e indicare su una cartina il percorso per raggiungerlo da scuola. Osservando una cartina stradale, procurata dal prof. Sportelli, ci siamo accorti che doveva essere una carta piuttosto vecchia: mancava un tratto della via Gorkj! Questo però ci ha fatto subito capire che molte cose dovevano essere cambiate. Abbiamo utilizzato allora una nuova carta più aggiornata: è stata fornita dall'Ufficio Tecnico, assessorato all'urbanistica del Comune di San Giuliano. |
2. Nel
mese di novembre
abbiamo effettuato
una visita
a Zivido,
per cercare
di
distinguere
gli edifici
vecchi dai
più recenti.
Prima di tutto
abbiamo imparato
ad orientarci,
usando la carta
e servendoci
di alcuni edifici
noti come punto
di riferimento.
Abbiamo fatto
sosta all'edicola,
dove c'è la
biforcazione
della strada
vecchia dalla
nuova: infatti
sulla cartina
più vecchia
questo tratto
di via Gorkj
non era segnato. Abbiamo deciso di seguire la strada vecchia; sulla sinistra abbiamo visto delle villette piuttosto recenti, ma il prof. Sportelli ricordava che lì esistevano precedentemente delle vecchie costruzioni. |
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Sulla
destra
un muro
racchiudeva
il complesso
del castello
e degli
edifici
adiacenti,
dove erano
in corso
grandi lavori. Voltato
l'angolo
in via
Corridoni,
proprio
di fronte
al
castello,
abbiamo
visto un
complesso
residenziale
costruito
molto recentemente,
che ha
preso
il posto
di case
molto vecchie,
che sono
state abbattute. Proseguendo lungo la strada, ci si è presentato il portone della Cascina Grande, che sta per essere abbattuta; abbiamo proseguito lungo la strada, che si perde nel sentiero, che porta direttamente alla Cascina Carlotta, passando dietro alla chiesetta di Santa Maria. |
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3. Per
continuare
la nostra ricerca,
i professori
ci hanno consigliato
di cercare
notizie sul
castello di
Zivido e sul
borgo: * andando in biblioteca * rivolgendosi a don Franco, parroco della chiesa di Santa Maria di Zivido (quella che nella nostra cartina più vecchia era indicata come "oratorio") * cercando di mettersi in contatto con l'Associazione Culturale di Zivido, presidente Pierino Esposti * facendo interviste agli abitanti 4. Abbiamo poi riferito le difficoltà incontrate in questa fase del lavoro: a) Le fotocopie portate da alcune compagne non avevano indicazione del volume dal quale erano state fatte (autore, titolo, editore). Abbiamo imparato che è importante mettere tutte queste indicazioni ogni volta che si prendono notizie da un libro o si fanno fotocopie. b) Una nostra compagna ha provato a fare delle interviste a qualche anziano del posto, ma ... * l'intervistato parlava a ruota libera dicendo spesso cose di poco interesse per la nostra ricerca * la compagna aveva ricordi confusi Proposte operative: * Definire prima meglio l'argomento dell'intervista, con domande precise. * Usare il registratore, oppure prendere appunti, durante l'intervista. c) La prof. ha proposto di proseguire la ricerca anche confrontando carte topografiche di epoche diverse. Ci siamo perciò divisi in gruppi: un gruppo si sta occupando della cartografia, un altro gruppo farà il riassunto delle notizie storiche importanti sul borgo, un altro sul castello e un altro ancora sulla chiesetta di S. Maria. Le carte topografiche antiche sono state procurate dalla prof. Strozzi, dopo una ricerca nell'Archivio di Stato di Milano: - una è la fotocopia della carta di Zivido del Catasto di Carlo VI (1722) - un'altra è la fotocopia del catasto del 1866 - un'altra risale al 1897 Le indicazioni storiche saranno ricavate dal libro di M. V. Antico Gallina, M. T. Bisiachi, A. Deiana, G. B. Sannazzaro "Zivido, mille anni di storia", edito dall'Associazione Culturale Zivido, che ci è stato davvero molto prezioso, anche se spesso difficile da capire (la professoressa si è incaricata di semplificare il linguaggio). 5. Un nostro compagno si è interessato presso le suore che gestiscono l'asilo nei locali del castello. Abbiamo saputo che era possibile visitarlo, avvisando per tempo e uscendo prima delle 11,30. La nostra professoressa ha avuto occasione di parlare al Presidente dell'Associazione di Zivido, Pierino Esposti, che le ha dato l'indirizzo del sito di quest'associazione: www.aczivido.net. Lo abbiamo visitato e abbiamo trovato moltissime fotografie e alcune notizie. |
6. In
un primo
tempo ci
siamo recati
al castello
di Zivido
per
visitarne
l'interno. Al piano terreno i locali, che sono utilizzati per un asilo, sono saloni grandi con soffitti a travi e affreschi sulla parte superiore delle pareti. Questi affreschi sono molto rovinati, inoltre ci passano sopra tubi del gas e canaline. Dal giardino si vedono tracce di archi in stile gotico. |
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Siamo
poi entrati
nell'androne:
uno scuro
corridoio
che termina
col portone
d'ingresso
del castello.
Il soffitto
a volta è interamente
ricoperto
di bellissimi
affreschi
con
figure strane.
La nostra
professoressa
ci ha spiegato
che si tratta
di "grottesche" (questo
termine verrà spiegato
più avanti
nella nostra
ricerca)
e ha scattato
molte fotografie. Poi siamo entrati a visitare un'altra ala del castello, salendo una scala piuttosto stretta ma col soffitto con volte a crociera e due finestroni con due piccoli sedili di sasso ai lati. Questo ci può far capire che anche questo edificio dovrebbe essere una parte del castello, anche se si affaccia sulla cascina e come cascina è stato utilizzato negli ultimi tempi. |
7. In
un'altra
occasione
ci siamo
recati a
visitare
la ex
Cascina Invernizzi,
o Cascina
Grande, che è completamente
abbandonata
e sta per
essere in
buona parte
demolita
e
in qualche
parte ... "ristrutturata",
per farne
un complesso
residenziale. Abbiamo
incontrato
l'ultimo
affittuario,
che ci ha
accompagnato
nell'esplorazione,
ma non ci è stato
molto utile
per quel
che riguarda
la
storia, perchè ci
ha saputo
dire solo
che quella
cascina era
molto, molto
vecchia. |
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E'
uno spazio
immenso e
molto bello:
cascinali,
fienili,
porticati
per gli attrezzi...
in un anoglo
razzolava
ancora una
gallina con
due pulcini! Abbiamo
visitato anche
l'interno e
quasi ci perdevamo.
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Ci
spiace pensare
che tutto
questo vada
distrutto. Una
nostra compagna
continuava
a ricordare
quando ci
veniva da
piccolina,
accompagnata
dalla mamma,
a vedere
gli animali.
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Poi
abbiamo raggiunto
la chiesetta
di Santa
Maria. Qui
la strada
fa una curva
a gomito
per ricongiungersi
alla via
Gorkj, ma
noi abbiamo
proseguito
diritto per
un breve
tratto e
abbiamo visto
chiaramente
che il tracciato
originario,
ora ridotto
ad un viottolo,
proseguiva
direttamente
fino alla
cascina Carlotta.
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8. In
classe il
gruppo dei "cartografi" ha
lavorato
alla ricomposizione
dei diversi
fogli di
fotocopie
in un'unica
mappa, o
meglio nelle
tre mappe
antiche.
Guidati dalla
Prof. Strozzi
ha notato
che la carta
più antica (Catasto
Carlo VI)
aveva anche
le indicazioni
delle coltivazioni
dei campi
ed ha seguito
la proposta
dell'insegnante
di realizzare
una legenda
semplificata,
che ci permettesse
di capire
quali erano
le coltivazioni
più diffuse
nel territorio
di Zivido,
nel '700.
La mappa risulta colorata perchè in questo modo ci sembrava più facilmente comprensibile. Non ci crederete, ma è stato un lavoro complesso e lunghissimo. |
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9. Nell'anno
scolastico
successivo,
in terza,
abbiamo pensato
di riutilizzare
tutto il
materiale
prodotto
e già organizzato
su cartelloni,
per realizzare
un ipertesto. La
prof.ssa
Caretti,
responsabile
del laboratorio
di informatica,
si è detta
disponibile
ad aiutarci.
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10. Un
gruppo
di noi
ha
imparato
a trasferire
i testi
su pagine
web, ha
fatto le
scansioni
di tutte
(tutte!!!)
le foto,
dopo averle
tolte dai
cartelloni,
ha scelto
con le
proff.
lo sfondo,
i caratteri,
i colori...
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